Dopo aver collezionato una serie di straordinarie vittorie, una per tutte la Maratona delle Dolomiti edizione 2014, Stefano Cecchini, lucchese, scalatore per passione, ha conquistato il podio del CCF2015 fornendo un’altra prova di grande determinazione e tenacia.

Oggi lo incontriamo per conoscere meglio la sua storia e le strategie messe in atto per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.

Stefano, come hai trovato il percorso lungo della Gran fondo Colnago? Quali sono i punti che ti hanno più impegnato e quelli che ti hanno esaltato?

Il percorso è molto veloce e vallonato, pieno di cambi di ritmo. La prima salita del Vittoriale fa una bella selezione dei gruppi, la seconda consolida le posizioni, ma la vera insidia è sull’ultima dove ci si giocano tutte le energie.

All’arrivo, quando la vittoria è in pugno, che emozioni hai provato? A chi hai dedicato il podio?

La mia vittoria e il terzo posto del mio compagno di squadra Hubert Krys, sono state davvero sofferte. Però è stata una grande soddisfazione vincere questa gara che porta il nome del nostro sponsor e fornitore di biciclette. Una dedica particolare va proprio a Ernesto Colnago che ci è stato sempre vicino, così come è stato vicino a tutti gli amatori durante l’intero weekend; una cosa davvero più unica che rara!

Il tuo fisico molto asciutto suggerisce tanto allenamento e un regime alimentare ferreo, come lavori sul tuo fisico? E sulla tua mente prima di una gara?

Tanto, tantissimo allenamento e una dieta estremamente sana e controllata. Gli allenamenti intensi e metodici mi piacciono molto, mi fanno passare il tempo in sella, il massimo! Molti pensano che io mangi poco, ma si sbagliano: mi nutro bene! Sono molto attento a quello che scelgo per la mia tavola, ma ovviamente ogni tanto qualche sgarro con gli amici ci vuole.

Che cosa consiglieresti e sconsiglieresti a chi si appresta a correre la Gran fondo Colnago, in termini di allenamento e di approccio alla prestazione sportiva?

È difficile dare un consiglio su come affrontare una gran fondo: ognuno la vive con uno spirito diverso ed è giusto che sia così. Un aspetto da curare è comunque la capacità di fare cambi di ritmo per non perdere le ruote giuste, soprattutto nei tratti vallonati.

L’emozione più forte provata è legata a quale ricordo della Gran fondo Colnago?

La telefonata di Ernesto Colnago per complimentarsi della mia prestazione. Detto da uno che se ne intende, fa sempre molto piacere…