Cosa hai apprezzato particolarmente del percorso della gran fondo Colnago?

Ho avuto modo di pedalare a fine estate sul percorso della Gran Fondo Colnago, e ne  ho potuto apprezzare la difficoltà del tracciato e la varietà delle zone che vengono toccate. Nonostante il mio passato nel ciclismo professionistico, non avevo mai avuto modo di “perlustrare” il percorso nella sua interezza e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente stupita: un percorso che sicuramente premierà gli atleti amanti dei percorsi duri e con dislivello. Mi è piaciuto particolarmente il mix di salita e “mangia e bevi” che contraddistinguono la nostra Valtenesi. Inoltre vengono toccate molte zone, sia il lago di Garda vero e proprio, sia la Valsabbia con la salita delle cosiddette “Coste”, sia la zona pre-cittadina con la salita di San Gallo, sia la Valtenesi nei vari tratti “ponte” fra una salita e l’ altra. Sarà un percorso duro ma che di certo non darà il tempo di annoiarsi!

Che difficoltà hai incontrato?

Il percorso è sicuramente duro e farà selezione sin dall’inizio. La maggiore difficoltà a mio parere si trova non solo nelle salite vere e proprie ma anche e soprattutto nei tratti di collegamento tra l’una e l’ altra che non lasciano di certo il tempo di far “girare” le gambe in scioltezza ma che richiedono uno sforzo muscolare continuo e costante. Troviamo qualche kilometro di pianura costante tre le Coste e  San Gallo, nei km che transitano dalla località di Ponte San Marco. per il resto la spinta sui pedali dovrà essere sempre presente.

Come ti alleni prima di una competizione del genere?

E’ una gara sicuramente molto impegnativa. Il percorso lungo in particolare associa oltre alla difficoltà del percorso in sé, anche una distanza non indifferente, che anche noi donne nelle Gare di Coppa del Mondo o Tappe di Giri Internazionali non incontravamo così di sovente. Quindi, se il percorso Corto è più abbordabile sia come distanza che come dislivello, il Lungo sicuramente non è una gara che si può improvvisare (soprattutto se si aspira ad un certo tipo di risultato). Ci sono molte caratteristiche che vanno tenute in debito conto per affrontare una simile competizione: andranno quindi associati degli allenamenti di “distanza” comprensivi anche di salite per abituare l’ organismo a sopportare le ore di sella, ma anche allenamenti più specifici per allenare la Forza Resistente che possono essere svolti in salita e delle sessioni più mirate a migliorare i cambi di ritmo, ed i nostri territori della Valtenesi sono perfetti per questo tipo di allenamento.

Quale è la più grande soddisfazione che hai provato in sella?

Sicuramente due sono le occasioni che ho particolarmente impresse nel cuore: Il Titolo Italiano e vestire la maglia azzurra agli Europei . Alla maglia Tricolore sono particolarmente affezionata perché è stata una vittoria tanto bella quanto inaspettata. Avevo infatti iniziato a correre in bici solo 4 mesi prima!!! Praticavo fino a pochi mesi prima atletica leggera, ma un grave infortunio ad un piede mi aveva impedito di proseguire la mia attività e non mi erano state date grosse possibilità di riprendere in tempi brevi; così, proprio per gioco, a maggio di quell’ anno mi sono “buttata” in alcune gare e pochi mesi dopo è arrivato il titolo italiano, che soddisfazione! E da qui è poi partita la mia carriera che mi ha portato a far parte della nazionale e a indossare la maglia azzurra…altra grandissima soddisfazione!